L’ingrediente migliore di un vino è l’onestà di chi lo produce.
Da “La montagna di fuoco” di Salvo Foti
Il bosco di Santo Pietro è ubicato nell’agro di Caltagirone, nelle colline a sud dell’Etna. E’ una delle aree verdi più rigogliose ed estese del Calatino. Originariamente contava 30.000 ettari di quercia da sughero utilizzato per la produzione di tappi per bottiglie. Il tempo e l’uomo hanno ridotto drasticamente il bosco sino a poche centinaia di ettari.
Anche qui si è insediata la vite ad alberello. Sui suoli dal colore rosso intenso, sabbiosi, altre viti affondano le proprie radici. Vigne, la cromaticità dello stesso terreno lo ribadisce, appropriate alla produzione di vini rossi intensi, a volte forti, ma sempre eleganti.
Gianfranco Daino ha riportato in mezzo alle secolari querce da sughero, su queste vocate terre rosse, la vite. Il Nero d’Avola, il Frappato, qui detto Nero Capitano, e l’Alicante sono i suoi vitigni che coltiva rigorosamente ad alberello.



